"Non è importate il problema che ha la persona,
ma la persona che ha il problema"

Non c’è pretesa di conoscere la verità, in quanto la mia convinzione profonda è che ognuno si trova in questo mondo per sperimentarla, e non esistono linee continue o dritte su cui procedere. Il percorso sembra più fatto di curve, salite, discese, tunnel, e a volte perché no, anche di tratti pianeggianti… Ognuno può e deve fare la sua strada. Ognuno deve fare la sua scommessa! Ognuno può trovare la sua verità! E magari la mia verità non esclude la tua…

Anche a me è venuta spesso la tentazione di trovare “le 10 caratteristiche delle persone di successo”, o “i 7 punti per sviluppare l’autostima”, o “i 4 fattori necessari per diventare un leader”! Credo che questo sia un tentativo di noi esseri umani di sperimentare un po’ di sicurezza, di tranquillità, cercando di individuare dei punti di riferimento fissi. Il territorio interiore a volte è così insidioso che dobbiamo pure aggrapparci a qualcosa per non scivolare! Queste cose a volte vanno bene, a volte meno… In realtà, molte, troppe cose non possiamo ancora spiegarci! Possiamo avventurarci in diagnosi e prognosi, ma l’origine vera e propria di una malattia, fisica o psicologica che sia, al momento non è data saperla. E’ inutile tirare in ballo la genetica o anche la psicologia per nascondere tale ignoranza. Sarebbe più onesto ammettere che non ci siamo ancora arrivati!

 

E’ per questo che, per provare a capirci di più e trovare soluzioni concrete, ho iniziato a ricercare e sperimentare visioni con nuove chiavi di lettura che mi aiutassero ad affrontare e risolvere situazioni problematiche dove la scienza accademica non aveva più risposte da dare. Tutte cose che hanno a che fare col mondo dell’invisibile e già per questo più difficilmente accettabili.
Alla fine, in sintonia con la Psicosintesi, sono arrivato al mondo dell’energia dove si parla il linguaggio 
di frequenze e di vibrazioni. Un mondo alquanto sconosciuto per noi occidentali ma molto noto e utilizzato dagli orientali. La scienza onesta sta cercando di analizzare e misurare anche questa dimensione e quando probabilmente fra un po’ ci riuscirà, vi sarà una grande rivoluzione, che internet a confronto sarà solo un ricordo. Sembrerebbe, infatti, che ognuno di noi vibri energeticamente su di una frequenza unica, tanto che se io fossi capace di sintonizzarmi completamente con una di esse potrei improvvisamente diventare in grado di leggere nei pensieri e nella storia di chi vibra a quella frequenza. Nel frattempo, come pionieri, dobbiamo procedere per altri canali naturali insiti nel nostro istinto umano. 

 

Il miglior canale intercettato finora è quello della sensibilità interiore, così tanto bistrattata oggigiorno, perché secondo me mal interpretata e quindi mal utilizzata. “E’ troppo sensibile, è troppo emotivo: soffrirà..!” Questo si sente spesso dire a proposito di una persona sensibile. E invece, io intendo l’emotività, o meglio la sensibilità come mi piace ribattezzarla, non più come un handicap, ma come una qualità umana da valorizzare e sviluppare fino a renderla ciò che psicologicamente definiamo oggi “intelligenza emotiva” e a livelli superiori, intuizione, ispirazione, illuminazioneUna delle finalità del percorso che propongo alle persone “sensibili” che mi chiedono una mano, mira infatti, proprio a cambiare questo trend: da una sensibilità informe all’intelligenza emotiva e all’intuizione, senza passare per nessuna forma di patologizzazione! 
In realtà stiamo parlando di un’intelligenza diversa da quella che si ricerca oggi in tutti i campi, scuola compresa: di un’intelligenza capace di guidarci verso la vera conoscenza e verso la piena realizzazione di noi stessi. Di un’intelligenza che verte sulla parte più vera e profonda di noi, quel Sé profondo di cui diventare sempre più consapevoli, liberandoci dalle paure, dalle ansie e dai pensieri intrusivi che provengono dai livelli più primitivi e grezzi del nostro essere.

Questo lavoro è possibile a tutti? Potremmo dire che è possibile per tutti coloro che vogliono sviluppare la propria sensibilità. C’è da dire che, in generale, tutti possiedono una sensibilità ma per alcuni è molto più marcata degli altri, fino a diventarne aspetto distintivo. Stiamo parlando delle cosiddette “persone sensibili” (di cui sono il portabandiera), quelle che avvertono le emozioni in maniera amplificata e che sono facili a ferirsi e quindi ad offendersi, ma anche ad affezionarsi ed innamorarsi. Sono quelle naturalmente portate a guardarsi intorno e a legarsi a persone, cose ed animali, e che per questo non riescono a guardare troppo lontano e quindi a porsi e a raggiungere degli obiettivi. Il loro rischio è di finire per diventare una crocerossina, che per evitare la sofferenza propria cerca di eliminare quella degli altri. Il che, specialmente nelle relazioni affettive, è sinceramente sconsigliato! In realtà, la sensibilità è come un’arma a doppio taglio: o la usi a tuo vantaggio oppure la subisci amaramente!

Se sei arrivato a leggere fino a questo punto e ti stai chiedendo quali sono i passaggi salienti da fare per procedere in questa direzione, posso dirti che attraverso un percorso interiore di psicoterapia psicosintetica, questi sono i passi da fare con me:

 

Come primo punto occorre rimuovere quell’etichetta negativa di “debolezza” con cui, più o meno consapevolmente, hai concepito la tua sensibilità e quindi te stesso. Etichetta da cui derivano evitamenti e quindi eventuali ansie, ossessioni e dipendenze. Solo allora potrai iniziare a sperimentare certi vantaggi, in primis, una nuova immagine di tè stabile, fondata sull’idea: “posso stare con tutto”. Chi non evita più la sofferenza e impara a dare direzione di senso al dolore, è questa l’esperienza che fa!

 

 

Da qual momento in poi, cominci a percepire in tè stesso una forza nuova, inizi a sentire tutto diversamente, tutto diventa più profondo! Riesci a comprendere le persone e le situazioni prima degli altri. Non è un fatto di testa, ma di cuore, ed è istintivo. E’ la sensibilità, che inizia a giocare a tuo favore e non più contro. Un’esperienza questa, che ti dà una sensazione di potere e di stabilità interiore.
Come secondo punto, inizi a conoscerti come sei veramente, e quindi in maniera naturale a ristrutturare la tua personalità in funzione di ciò che per te ora conta davvero. Basando la tua stabilità sull’interno, non hai infatti più quel bisogno compulsivo di cercare approvazione e considerazione dall’esterno. Passando dal giudizio alla comprensione, diventi quindi più libero di viverti le relazioni e ti concedi anche la possibilità di sbagliare. 

 

Nasce così il desiderio e la possibilità di modificare la tua realtà esterna. Dopo aver modificato l’interno, questo è ora possibile: è il terzo punto. E’ il tempo di scoprire e allenare quell’energia capace di guidare ed indirizzare tutte le altre: la Volontà. Forse  hai sempre pensato alla volontà come forza, come capacità di ottenere. Ma la forza è solo un aspetto della volontà, una spinta che senza direzione ti porta a sbattere. In realtà la volontà è come il timone di una barca, ed è la capacità di spostare l’attenzione sull’obiettivo che desideri e scegli… E’ l’unica funzione psicologica che dipende direttamente da noi: tutto il resto, infatti, è automatico e meccanico:  i sentimenti che cambiano, le fantasie che ci attraversano, gli impulsi che schizzano, i desideri che ci inondano, le sensazioni fisiche che ci sorprendono, e addirittura i pensieri: non li creiamo noi, perché ci arrivano. Potremmo inoltre definire la Volontà come una funzione nobile, che non si attiva per cose di poco conto, nel senso che si attiva solo quando miri a raggiungere l’obiettivo dei tuoi sogni, quello che per te conta veramente. E se qualche volta ti è capitato di dire che non hai volontà, in realtà non è corretto perché tutti abbiamo un capitale minimo di volontà da cui partire: dire di non averne, sarebbe come dire di non avere i muscoli. Infatti, la volontà è come un muscolo e come tale occorre sempre allenarla altrimenti si atrofizza.
Non hai mai sentito parlare prima così della Volontà? Ebbene questa è l’accezione che gli da Roberto Assagioli nella sua Psicosintesi. Un’accezione unica e originale, frutto della propria visione dell’uomo. Un capitolo a parte che nessuno ha mai sviluppato in maniera così capillare, di cui ti ho dato solo degli accenni. Se vuoi saperne di più puoi consultare l’unico libro scritto di suo pugno: L’atto di Volontà (Astrolabio). 

 

Ah, naturalmente in tutto questo c’è una variabile essenziale che agisce di sfondo: la Vita! In che senso? Prova a immaginare che, a prescindere dalle tue convinzioni personali, sia la Vita stessa a parlarti, a suggerirti proprio ciò di cui hai bisogno per crescere. Come? Attraverso gli eventi che ti capitano! In tal senso il caso non esiste: esiste la vita che ti parla. La Vita come un’entità vivente, con cui potersi relazionare, quasi come se fosse una persona. A questo punto bisognerebbe solo collegarsi!

Non è tanto facile! Spesso si è travolti dalle emozioni, e da certe parti di noi (subpersonalità) che prepotentemente esigono di esprimersi in modalità tutto e subito e anche o tutto o niente secondo schemi prestabiliti e automatici. Qui occorre calma e sangue freddo, occorre non fuggire e riuscire a stare in quelle situazioni stressogene, e magari imparare a scaricarne il surplus, l’energia in eccesso. Solo allora potrai di nuovo ragionare per capire ciò che ti è accaduto e quindi dare un nome alle emozioni e ai vissuti sperimentati per decidere che farne. Chi è maturato nella sensibilità, avverte infatti sempre più chiaramente le situazioni, le persone, gli ambienti che gli producono un senso di benessere o di malessere, solo che invece di attribuirlo al caso, al fato o a coincidenze ignote, diventa in grado di riconoscere le proprie reazioni e comprendere cosa gli sta dicendo la vita in quel momento.
Ti meravigli che in te ci sia e si muova tutto questo mondo? Ebbene, sappi allora che madre natura ti ha dotato anche degli strumenti per gestirlo, sebbene tu non ne sia ancora consapevole. Il più importante strumento “invisibile” per sintonizzarti, è la tua attenzione. Al pari di una mano invisibile, puoi spostare la tua attenzione e focalizzarti su qualcosa, puoi cioè concentrarti, collegarti ad essa e creare un canale di comunicazione. Perché dove va’ l’attenzione, là va’ l’energia. Su qualunque cosa tu ponga la tua attenzione, sia nel bene che nel male, quella cosa si amplifica e cresce. E’ come spostare la manopola con cui una volta si cercavano le frequenze radio, e fissarla infine su una determinata frequenza per ascoltarla. Alla fine è questo il nostro vero potere: decidere ciò a cui dare o sottrarre attenzione.  Un potere che Assagioli chiama Volontà e che possiamo agire solo nel presente. Perché? Perché alla fine questo è l’unico tempo reale che esiste: 

 

 

“..Molte persone non vivono nel presente: la massima parte del loro interesse, della loro attenzione, della loro psicologia è diretta al passato o al futuro. Esse ricordano o rimpiangono cose passate, e si crucciano per cose che potrebbero accadere, ma che probabilmente non accadranno mai. Questo atteggiamento è dannoso e dovrebbe essere eliminato. Concentrazione” significa capacità di vivere nel presente, e specificamente in quella parte o area del presente che riguarda il nostro compito immediato! [In tal senso] la Volontà ha funzione direttiva e regolatrice simile a quella del timoniere di una nave.” [Roberto Assagioli]

 

 

Bene! Con queste poche o molte righe, ci tenevo a condividere con te il principio che se vuoi diventare davvero padrone di te stesso, secondo questa visione e per l’esperienza professionale di Psicologo/Psicoterapeuta avuta negli ultimi 25 anni, questo è possibile!

GDG

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